Acquedotto Marcio

L’Acqua Marcia (in latino Aqua Marcia) o Acquedotto Marcio è il terzo acquedotto di Roma antica, costruito nel 144 a.C. e lungo circa 90 km, dal pretore Quinto Marcio Re. Raccoglieva l’acqua dell’alto bacino dell’Aniene e, contrariamente all’Anio vetus, che prendeva acqua dal corso del fiume, attingeva direttamente da una delle sue sorgenti, caratterizzato da un’acqua di ottima qualità e purezza, tanto da essere considerata la migliore tra quelle che arrivavano a Roma. La lunghezza dell’acquedotto era di 61,710 miglia romane, pari a poco più di Acquedotto Marcio91 km. Il percorso era in parte sotterraneo (per circa 80 km), e in parte su arcate (per i rimanenti 11 km circa, le prime grandi arcate monumentali), in seguito riutilizzate anche per i condotti dell’Aqua Tepula e dell’Aqua Iulia. La portata alla sorgente era di 4 690 quinarie, pari a ben 194 365 m³ e a 2 251 l/s

Di tutta questa straordinaria opera restano visibili le basse arcate presso il casale di Roma Vecchia ed in altri tratti prossimi alla città. Nel XVI secolo le arcate Marcio vennero distrutte e i suoi piloni usati come fondazione per l’Acquedotto Felice voluto da Papa Sisto V.